Vitamina C, dalla carenza all’eccesso.

Vitamina C, dalla carenza all’eccesso.

L’importanza di una corretta integrazione

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La vitamina C è una vitamina idrosolubile che viene eliminata facilmente dal nostro organismo. L’uomo, rispetto agli altri animali, non è in grado di produrre vitamina C e quindi è importante una corretta assunzione giornaliera. L’EFSA ci indica che la dose giornaliera di vitamina C deve variare tra i 60 e i 90 mg al giorno. C’è da sottolineare che il fabbisogno giornaliero delle vitamine è stato stimato subito dopo la seconda guerra mondiale e sono le dosi minime per evitare delle carenze. Per la vitamina C, in particolare, i quantitativi giornalieri indicati sono quelli che ci prevengono dallo scorbuto, una grave patologia da carenza di vitamina C.

Ma qual è il quantitativo corretto di vitamina C che deve essere assunto per avere il massimo beneficio? Questa è la domanda che molti ricercatori si pongono ogni giorno e che crea molta confusione tra la popolazione generale. Mentre le linee guida ci dicono che non c’è bisogno di nessuna integrazione di vitamina C, molti ricercatori, tra cui il più famoso è stato Linus Pauling, ci suggeriscono che è necessaria un’integrazione di questa fondamentale vitamina che svolge numerosissimi compiti all’interno del nostro organismo tra cui:

  1. Favorisce l’attività del collagene, proteina fondamentale per la formazione del tessuto connettivo, delle ossa, dei denti e dei legamenti.
  2. Aumenta la produzione di anticorpi, rafforza la funzione dei fagociti e modula le prostaglandine.
  3. Distrugge i radicali liberi.
  4. Favorisce l’abbassamento del colesterolo.
  5. Aiuta nella prevenzione del cancro.

Note discordanti sono presenti pure tra i ricercatori che suggeriscono un’integrazione di vitamina C. Molti ci suggeriscono di assumerne 1 gr al giorno della vitamina in questione. Altri ci indicano di aumentare la dose di 500 mg al giorno fino a raggiungere la capacità di massimo assorbimento intestinale; infatti, quando si assumono dosi elevate di vitamina C queste possono comportare diarrea. Una volta raggiunto il dosaggio che ha scatenato la diarrea, bisogna ridurre di 1 gr il quantitativo assunto. Questa sarà la dose corretta. Sorge un dubbio: ma è la dose corretta per ottenere i massimi benefici dalla vitamina C? O è la dose corretta per evitare i problemi intestinali? I sostenitori di questa teoria ci dicono che tutti gli animali, eccetto l’uomo, producono vitamina C. Inoltre l’uomo è l’unico animale che soffre di continui raffreddori e influenze. Io aggiungerei che l’uomo è l’unico animale che fa una cattiva alimentazione, ricca di cibi raffinati, carichi di energia e poveri di nutrienti. Tutta quest’integrazione di vitamina C, a parere mio, è inutile. Il nostro organismo, infatti, ha smesso di produrla migliaia di anni fa e Madre Natura non fa niente per caso. La produzione di vitamina C, magari, era uno sforzo metabolico che poteva essere evitato grazie alla ricchezza di altre vitamine e di enzimi all’interno dei cibi vegetali che venivano assunti ogni giorno dai nostri progenitori. E’ noto, infatti, che non è mai una singola molecola che garantisce il benessere organico ma è la sinergia di tutti i micronutrienti assunti. E’ anche vero che i vegetali che venivano consumati dai nostri progenitori erano più ricchi di vitamina C, ma sicuramente non raggiungevano quote di 10-15 gr di vitamina C al giorno, dose che viene raggiunta da molti pazienti dietro suggerimento del proprio medico o nutrizionista. Considerando che i nostri progenitori consumavano vegetali più ricchi di vitamina C, ma che sicuramente non raggiungevano quote spropositate della vitamina in questione, penso che la corretta integrazione giornaliera sia quella suggerita dal nostro ministero della salute: 0,5-1 gr al dì. Aggiungerei che nessuna integrazione può essere d’aiuto se non viene accompagnata da una corretta alimentazione. Quest’ultima è la vera determinante nella salute di una persona.

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