‘I Treni del Gol’, effettuate anche le perquisizioni

‘I Treni del Gol’, effettuate anche le perquisizioni

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Continua l’operazione ‘I treni del Gol’, che ha portato all’arresto ieri mattina di sette dirigenti del Catania Calcio, fra cui lo stesso presidente Nino Pulvirenti.
La Digos di Catania ha effettuato nei confronti degli indagati  contestuale perquisizione domiciliare e locale che ha avuto esito positivo con il conseguente sequestro di quanto rinvenuto.

Nello specifico, nell’abitazione di Gianluca Impellizzeri, agente di scommesse, sono state rinvenute somme di denaro per un importo complessivo di oltre 100mila euro, occultate in vari punti del controsoffitto; inoltre, presso l’ufficio del medesimo, è stato trovato anche un localizzatore di microspie a radio frequenza.
Nell’abitazione romana di Di Luzio, invece, sono stati trovati documenti e appunti che gli investigatori non esiterebbero a definire ‘di sicuro rilievo penale’, in quanto contenenti dei riferimenti al Catania Calcio ed alle somme di denaro versate.

Quindi, sono stati notificati avvisi di garanzia in stato di libertà ai seguenti calciatori:

FIAMOZZI RICCARDO, calciatore del Varese
PAGLIARULO LUCA, calciatore del Trapani
DAI’ ANTONINO, calciatore del Trapani
TERLIZZI CHRISTIAN, calciatore del Trapani (nonché ex beniamino rossazzurro, ndr)
BRUSCAGIN MATTEO, calciatore del Latina
BERNARDINI ALESSANDRO, calciatore del Livorno

Ma in realtà analoghi provvedimenti sarebbero in corso di notifica nei confronti di altri calciatori di Serie B, e non solo. L’attività investigativa della Digos avrebbe puntato l’attenzione sull’incontro di Lega PRO Messina-Ischia del 18 Aprile 2015, terminata con il risultato di 1-1, a causa di una forte concentrazione di scommesse che avrebbero predetto l’esito parziale/finale della partita – molto ben quotato – che alla fine si verificò. L’ipotesi è che in quella occasione i vertici del club peloritano, tra cui il patron Pietro Lo Monaco (ex ad del Catania Calcio), l’amministratore delegato Alessandro Failla e il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno si sarebbero adoperati per questo specifico esito della partita, che avrebbe fruttato vincite consistenti. Anche i dirigenti del Messina sarebbero dunque indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati.

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