Comune di Siracusa, ritira e comunque mette in discussione l’idea dell’arte e...

Comune di Siracusa, ritira e comunque mette in discussione l’idea dell’arte e del decoro urbano

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Il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha firmato stamane le prime ordinanze come quelle finalizzate ad “accrescere – affermano dal Comune da poco insediato, per una notizia diffusa che potrà trovare numerose opinioni discordanti i livelli di decoro e vivibilità della città e di salvaguardia delle principali zone di interesse storico e architettonico. I provvedimenti traggono origine dalla legge 48 del 2017 (introdotta nell’ordinamento attraverso il cosiddetto decreto sicurezza)”. Le ordinanze riguardano la necessita di vestire in maniera adeguata a Ortigia e il divieto di accattonaggio (la numero 58); l’attività degli artisti di strada (numero 59). Nel primo caso si vieta di stare “a torso nudo e/o di mostrare parti intime del corpo nei luoghi di maggiore valore storico, artistico e culturale, quale Ortigia”, ad eccezione dei solarium e delle spiaggette. Vietato anche l’accattonaggio e l’utilizzo di animali per questo tipo di attività, così come viene vietata la vendita ambulante in piazza Duomo e piazza Minerva. Per i trasgressori è prevista una multa che va da 150 a 450 euro. Gli artisti di strada dovranno esibirsi con decoro (seppur la parola decoro, dovrà qualificarsi nel contesto generale dell’Arte); possono farlo dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 24 ma per non più di due ore consecutive sullo stesso posto e a non meno di 50 metri l’uno dall’altro. In piazza Duomo e piazza Minerva è consentita una sola esibizione per volta; vietato farlo davanti alla Cattedrale e alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. Non potranno usare acqua e fuoco e dovranno ripulire i posti dopo le esibizioni, dotarsi di autorizzazioni se si usano sistemi di amplificazione. La sanzione non dovrebbe superare i cento euro. “Nessun intento punitivo da parte nostra – afferma il sindaco in quanto affermato – che anzi riconosciamo il contributo che gli artisti di strada danno alla valorizzazione del territorio e alla diffusione delle tradizioni popolari. Vogliamo solo che queste forme espressive avvengano in maniera ordinata e riguardosa dei luoghi e delle persone“.

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