Agricoltura e “caporalato” nel catanese

Agricoltura e “caporalato” nel catanese

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immagine di repertorio by web

I Carabinieri di Catania stanno eseguendo un provvedimento restrittivo del Gip, emesso nei confronti di 9 indagati per associazione a delinquere e sfruttamento, su richiesta della Procura guidata da Giovanni Salvi, secondo le forme del cosiddetto ‘caporalato’, di braccianti romeni. La banda avrebbe costretto i romeni, con la minaccia di facili “allontanamenti”, al lavoro nei campi a ritmi selvaggi. Dalle indagini dei militari dell’Arma, che si sono avvalse anche di testimonianze di numerose vittime, anche minorenni e donne, pare sia emerso che la manodopera per i campi veniva già ‘ingaggiata’ in Romania. Una volta a in Sicilia era poi ospitata in luoghi dalle pessime condizioni igienico-sanitarie, sotto-pagata ed in assenza delle garanzie minime di tutela.

Come spesso accade, pare che le vittime subivano tali abusi in quanto preferivano accettare le difficili condizioni anziché non lavorare più, perdendo così anche gli esegui guadagni vantati e futuri. Particolari sull’operazione saranno resi noti dal procuratore Giovanni Salvi durante la conferenza stampa che si sta svolgendo nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Catania.

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