Solidarietà per il furto in casa del giornalista Borrometi a Roma

Solidarietà per il furto in casa del giornalista Borrometi a Roma

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“Certo che è un furto molto strano quello che è accaduto nell’appartamento romano del giornalista Paolo Borrometi, dei ladri entrano in casa e le sole cose che portano via sono l’hard disk di un computer e le carte relative alle numerose inchieste sulla mafia svolte da Paolo in questi anni”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. “Che la cosa poi avvenga a Roma è ancora più inquietante. Paolo è dovuto andare via dalla Sicilia per le sue inchieste giornalistiche sulla mafia – aggiunge – e si ritrova a vivere gli stessi problemi, in passato Paolo è stato anche aggredito, con gli attacchi di una mafia che non si vuole rassegnare, che non accetta che sui giornali si possa scrivere la verità”. “La mia – aggiunge il presidente – non è solo solidarietà. Sono stato tra i primi in Sicilia a manifestargli la mia vicinanza quando tutti lo ignoravano e ignoravano i pericoli che correva questo giovane che ha fatto del giornalismo una scelta di impegno, quando ancora non aveva la scorta”. “Esprimo oggi la mia preoccupazione – conclude – che gli possa accadere qualcosa di grave. Sono con Paolo e con quanti ogni giorno fanno il proprio dovere. Voglio dire a Paolo che siamo con lui e che la solidarietà dei siciliani onesti non gli mancherà mai”.

Il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione Antimafia, su Fb “Non può passare inosservato il furto a casa del giornalista Paolo Borrometi di un hard disk e della documentazione relativa alle inchieste di mafia da lui condotte. Si tratta di un fatto grave e inquietante su cui bisogna fare piena luce”. “Da tempo Paolo è impegnato a raccontare le trame mafiose siciliane. Per questo è stato più volte intimidito e minacciato. A lui va la mia solidarietà e il mio pieno sostegno”, conclude Lumia.

Mentre il presidente del Senato Pietro Grasso, ha così aggiunto “Come ho avuto modo di dire ieri a Castelbuono, ho chiamato Paolo Borrometi alcuni giorni fa, non appena da amici comuni ho saputo dell’inquietante furto che ha subito nella sua casa a Roma, ennesimo e grave atto che arriva dopo una lunga serie di intimidazioni. Sottrarre a un giornalista il suo archivio digitale e le carte delle sue inchieste non è solo un avvertimento da tenere in grande considerazione, ma anche il tentativo di impedire che quanto scoperto possa essere conosciuto. A Paolo va tutta la nostra solidarietà: la sua sicurezza va garantita e valutata con la massima attenzione. Conoscendolo sono certo che non riusciranno a fermare la sua voglia di verità e il suo lavoro”.

 

 

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