Sicilia, le province vanno in pensione. Arrivano le Città metropolitane

Sicilia, le province vanno in pensione. Arrivano le Città metropolitane

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In Sicilia si chiude l’era delle Province: con 36 voti a favore, 11 contrari e 6 astenuti, il Parlamento regionale ha approvato la riforma che istituisce sei Liberi consorzi e le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Ridisegnando l’assetto istituzionale nell’Isola, la legge varata dal parlamento completa la riforma, approvata lo scorso anno, attribuendo funzioni e competenze ai neonati enti intermedi e manda definitivamente in soffitta le nove ex Province della Sicilia, attualmente rette da commissari.

La riforma ha avuto il voto favorevole di Pd, Udc, Sd, Pdr, Megafono-Pse, Pds-Mpa. Hanno votato contro i deputati del M5S. Astenuti gli esponenti di Ncd e Girolamo Fazio (gruppo misto). Assenti Forza Italia, Lista Musumeci e Pid-Cantiere popolare.

“Questa legge era un impegno centrale del mio programma elettorale. Mi sono candidato a governare la Sicilia come sindaco dei siciliani. Lo considero un giorno storico per la Sicilia. Oggi è una di quelle date significative che attuano lo statuto, che in gran parte non è attuato, anzi è a volte è vilipeso, sebbene abbia in sé tutti gli elementi per traghettare la Sicilia verso lo sviluppo. Nessuna regione italiana può vantare uno statuto che affida alla democrazia dei sindaci la gestione dei territori”. L’ha detto il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, in conferenza stampa all’Ars dopo il voto finale sulla riforma delle Province, insieme all’assessore regionale alla Funzione pubblica, Giovanni Pistorio e al capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici. “Questo è un Parlamento che produce atti, e senza atti non ha senso governare. Questo parlamento – ha aggiunto – ha dimostrato maturità e che si può rapidamente legiferare. Il metodo di stamane è quello corretto e l’approvazione della riforma segna un cambio di passo”.. Infine, Crocetta ha detto che dopo l’Assemblea del Pd incontrerà il gruppo parlamentare dei democratici e gli altri gruppi”.

Mentre il deputato regionale di Ncd Vincenzo Vinciullo, ai cronisti dopo l’ok del parlamento siciliano alla riforma delle Province, ha dichiarato “Non siamo la stampella di nessuno, né un puntello del governo regionale, che fa acqua da tutte le parti. Comunque rivendichiamo il fatto che questa legge di riforma delle Province viene portata a casa grazie a noi”.

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