Sequestrati 3mln a uno dei ‘postini’ di Messina Denaro

Sequestrati 3mln a uno dei ‘postini’ di Messina Denaro

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immagine di repertorio by web

Per gli inquirenti l’uomo d’affari Giovanni Domenico ‘Mimmo’ Scimonelli, arrestato l’anno scorso nell’operazione ‘Ermes’ condotta dalla polizia e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, è tra i finanziatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. Per questo motivo nei suoi confronti ora, su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani che ha accolto la proposta del questore, è scattato il sequestro dei beni, per 3 milioni di euro. Scimonelli sta scontando in carcere una condanna a 17 anni per associazione mafiosa ed è considerato il mandante dell’omicidio di Salvatore Lombardo, assassinato a Partanna nel 2009 perché ritenuto colpevole di avere rubato un furgone e merce all’uomo d’affari. Gli inquirenti considerano Scimonelli uno dei postini più fidati di Messina Denaro. Legato alla mafia di Partanna, premiato al Vinitaly di Verona ed ex consigliere Dc, Scimonelli era solito viaggiare per affari fra Roma, Milano, Verona e Lugano. Per consegnare i “pizzini” al boss latitante, Scimonelli avrebbe utilizzato una bambina di 5 anni, figlia del pentito Attilio Fogazza. E’ stato proprio il collaboratore di giustizia a riferirlo agli inquirenti. “Un giorno – ha detto Fogazza – fu mia figlia a raccontarmi dello ‘zio’ Mimmo che la invitava a prendere un gelato e intanto però le mettere nella tasca del giubbotto o nello zainetto metteva dei foglietti”. Il provvedimento della misura di prevenzione patrimoniale, frutto di indagini compiute congiuntamente dalla polizia e dalla guardia di finanza, riguarda società riconducibili a Scimonelli e a persone a lui vicine, come la convivente. Si tratta della “Occiodisole” Srl (azienda vinicola), la “Esse immobiliare” Srl, che gestisce due supermercati Despar (a Partanna e Gibellina) e la “Superal” Srl, azienda in fallimento, che gestiva un altro supermercato. Il provvedimento riguarda inoltre 8 beni immobili, 5 beni mobili registrati (autovetture, furgoni, mezzi meccanici), partecipazioni in società e 15 conti correnti bancari e di altra natura. “Riteniamo – ha detto il commissario Oriana Tubia della sezione Misure di prevenzione della Questura di Trapani – che i beni sequestrati servissero a finanziare Matteo Messina Denaro”.

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