Sanità, oltre la salute, dalla sicurezza alla centralizzazione

Sanità, oltre la salute, dalla sicurezza alla centralizzazione

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La complicata situazione economica e finanziaria statale, regionale e che ha riguardato anche i comuni ha direttamente e indirettamente coinvolto anche i vari ambiti della società pubblica tra cui la Sanità. Se infatti vi è stata la crescita del comparto privato, in particolar modo farmaceutico, la riduzione delle disponibilità finanziarie del Fondo nazionale sanitario insieme alle minori disponibilità statali per le assunzioni sta imponendo riorganizzazioni e difficoltà importanti in tutti gli ambiti. E le difficoltà si riversano, inizialmente e innanzitutto, nelle fasce più deboli della collettività tramutandosi spesso in problematiche sociali che coinvolgono tutti.

Non è da poco infatti che negli ospedali e nei pronto soccorso dell’isola (e nazionali), si verificano problematiche di ordine pubblico. E mentre le dipendenze pubbliche e private ospedaliere, sempre in carenza di organico, sono comunque abituate a gestire situazioni emergenziali con certa freddezza e padronanza differente è per chi è dall’altra parte: ovvero chi si reca per curarsi, chi accompagna. In tal senso il ‘comitato spontaneo Terranostra’, ha affermato alcuni giorni fa che a Catania a loro dire la situazione nei pronto soccorso è sempre più difficile e complessa. Plaudendo alle “conferenze dei servizi, i tavoli tecnici e gli incontri tra gli addetti ai lavori per trovare tutte quelle soluzioni necessarie a garantire l’incolumità di infermieri e dottori che, al giorno d’oggi, devono indossare il camice bianco con la consapevolezza di affrontare i continui, persistenti e costanti atteggiamenti di prevaricazione e arroganza da parte di alcuni pazienti e dei loro parenti”. In tal senso negli ultimi anni rendono noto che attraverso le proposte della componente Dottoressa Sonia Agata Sofia, hanno ribadito più volte che per fermare questa continua escalation di violenza sia necessario l’aumento della presenza dello Stato e delle tutele pubbliche pure nei presidi medici a fortissimo rischio. Finora, prosegue il comitato, nelle persone di Carmelo Sofia e del Presidente Nico Sofia, nemmeno i bracciali per i parenti dei pazienti hanno dato risultati concreti.

D’altronde anche e forse in particolar modo nei contesti ospedalieri, la tensione arriva spesso ai massimi livelli a scapito dei fruitori. Altra iniziativa, che si aggiunge alle numerose a livello regionale e nazionale, alcune di presidio da parte di abitanti e altre che vedono anche l’aumento o l’affidamento a servizi terzi di sicurezza, è quella che coinvolge il pronto soccorso del Garibaldi Centro. Nell’ospedale sito in Catania si lavora al funzionamento di un sistema di schermi per rendere visualizzabile il percorso di visita dei pazienti presi in carico, che a dire del Commissario dell’Arnas Garibaldi Giorgio Santonocito servirà a garantire trasparenza rispetto a quanto accade ai pazienti. Il servizio informatico dell’Arnas Garibaldi, diretto dall’Ing. Mario Bisignano che è già al lavoro per la sperimentazione del servizio, non trova il sostegno del Codacons etneo che taccia l’iniziativa come “intempestiva e non giustificabile” oltre che di spreco di risorse pubbliche avviata soltanto come iniziativa palliativa. Il Codacons ha rilanciato chiamando in causa anche la Regione e l’Assessore Razza. D’altronde il tema sanitario è stato affrontato e molto attenzionato anche dalla Regione Sicilia, dal Presidente Nello Musumeci, dalla Giunta di governo e anche dai componenti del Parlamento regionale che pur con le poche disponibilità finanziarie attuali e la riorganizzazione degli enti prova ad affrontare la situazione. Anche i sindacati insorgono rispetto a quanto successo e sta succedendo negli ospedali, come l’Ugl Sicilia (e non è l’unica sigla) che si è detta delusa del risultato del precedente Consiglio dei Ministri per quest’argomento, poiché a loro dire la proposta di legge è stata parecchio ridimensionata e, reputando seppur apprezzabile l’impegno del Ministero competente e della Grillo, discutibile la scelta di dare maggiore ruolo alla costituzione dell’osservatorio centralizzato per elaborare quanto avviene negli ambiti ospedalieri.

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