Regione Sicilia: perché ‘vendere’ i gioielli di Famiglia, se è possibile noleggiarli?

Regione Sicilia: perché ‘vendere’ i gioielli di Famiglia, se è possibile noleggiarli?

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Italia, Siciliani, Siciliane, Persone del Mondo

Il ruolo dello Stato, e di chi lo rappresenta, così come delle Regioni e dei Comuni è quello di creare le condizioni affinché ogni Persona che vive all’interno del territorio possa contribuire al benessere sociale, del Paese Italia e della Comunità Internazionale tutta; così i Cittadini nell’avere un ruolo che vada oltre la valutazione dei costi e dei conferimenti, di chi paga e chi non paga, divengono parte attiva del processo virtuoso che arreca alla propria Comunità, Regione e quindi lo Stato benefici in termini di approvvigionamento, economia e di bilancio (riduzione delle importazioni-aumento delle esportazioni). Si pensi ad esempio anche a quel che sta accadendo e di cui si sta discutendo in merito ai sacchetti bio, e ora anche monouso, riuscendo a non parlare della problematica riguardante quel che in quei sacchetti viene messo. Oppure del fatto che andranno in discarica, al doppio costo per la cittadinanza: vera proprietaria del bene e del rifiuto; frattanto che vi è il problema dei rifiuti e della loro allocazione, della tutela ambientale e della salute in tutta Italia.

Come è vero che riteniamo che andrebbero ricercati approcci liberalizzanti, all’interno delle regole, che se del caso come previsto possono modificarsi, tesi a ricercare più diritti civili e collettivi, rispettosi della cultura del proprio Paese-Stato e non meno degli altri, e della vita e dell’umanità che trovano il proprio senso anche nel diritto alla Conoscenza, e non per ultimo nel Lavoro, riteniamo sia altrettanto vero che se hai un bene bisogna preoccuparsi innanzitutto di renderlo fruibile e quindi nell’ottica dello Stato-Regione-Comunità anche economicamente sostenibile.

Così nel commentare l’idea apparsa oggi sul quotidiano La Sicilia, che titola “La Sicilia venderà i gioielli di famiglia”, che riprende il contenuto del Dossier regionale sulla situazione economica-patrimoniale-finanziaria dei conti siciliani che ha trovato la Regione Sicilia con un disavanzo di 5 miliardi e 900 milioni di euro e un indebitamento di 8 miliardi e 35 milioni di euro, ovvero la strategia regionale delle dismissioni per accelerare il recupero dei conti in rosso della Regione, riprendiamo per sommi capi un’intervista fatta al patron del Gruppo Benetton. L’occasione dell’intervista è stata quando il governo Italiano intendeva dismettere i propri beni patrimoniali immobiliari per fare cassa, e abbattere il debito, attraverso la creazione di un fondo che sarebbe poi stato quotato in borsa. Per l’occasione, l’intervistatrice gli chiese: vista la situazione complessiva di bilancio e i conti e le potenzialità italiane, cosa ne pensa di questa idea?

Patron Benetton aziendalmente parlando nella sua risposta fu rapido e sintetico, più o meno dicendo se in bilancio hai un’insieme di beni inutilizzati che valgono tanto e che altri sarebbero disposti a pagare cifre esorbitanti per averli, la soluzione può essere venderli o peggio svenderli?

E nel caso siciliano viste le non problematiche urgenti di Bilancio, quanto invece quelle esistenti fra lo Stato e la Regione nei rapporti e nei flussi, e l’utilizzo degli strumenti del Diritto di cui entrambi dispongono e ai quali si aggiungono quelli internazionali, e vista la crisi occupazionale che attanaglia non solo l’Isola e le potenzialità turistiche, culturali e storiche è bene chiedersi:

Più che la vendita a poche persone e gruppi, cosa che magari può andare per alcuni beni da rivolgere a progettualità complesse, non è il caso di valutare il noleggio e una strategia di occupazione che coinvolga tantissime persone?

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