Operazione Revenge 5, trasportavano droga a sirene spiegate

Operazione Revenge 5, trasportavano droga a sirene spiegate

0

L’operazione antimafia e antidroga della polizia a Catania denominata ”Revenge 5” ha svelato nuovi assetti delle cosche etnee e ha scoperto che la droga a volte veniva trasportata all’interno di ambulanze, a sirene spiegate. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio, reati in materia di ami, con l’aggravante del metodo mafioso. La misura cautelare è stata emessa dal gip a conclusione di due distinte attività di indagine che hanno riguardato la cosca Cappello-Bonaccorsi e che hanno attestato la sua piena operatività nei quartieri di San Cristoforo, Monte Po, e San Berillo Nuovo oltre che nell’hinterland, nella frazione Piano Tavola di Belpasso. Tra i 37 destinatari della misura cautelare vi è Salvatore Bonaccorsi – figlio di Concetto, detenuto e sottoposto al 41 bis, ritenuto al vertice dell’omonima cosca, Gaetano Lo Giudice, padre di Sebastiano, anch’egli detenuto al 41 bis, i fratelli Alessandro, Claudio e Marco Strano ed i fratelli Nicolò Roberto e Massimo Squillaci, appartenenti alle omonime famiglie radicate rispettivamente a Monte Po’ e Belpasso – storiche componenti dell’organizzazione mafiosa Santapaola – Ercolano transitate tra le fila della cosca Cappello – Bonaccorsi. Le indagini hanno consentito di riscontrare la gestione, da parte del gruppo dei cosiddetti “Carateddi” di alcune “piazze di spaccio” dislocate nei citati quartieri di San Cristoforo, San Berillo Nuovo e Monte Po.

 

NESSUM COMMENTO

Rispondi