Omicidio a Calatabiano, assassinata per un debito di 10 euro

Omicidio a Calatabiano, assassinata per un debito di 10 euro

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I carabinieri del comando provinciale di Catania, hanno fermato il 35enne Paolo Cartelli in un primo momento sospettato, ma poi ha confessato per l’omicidio della donna di 75 anni, Amalia Ruccella, assassinata sabato pomeriggio nella sua abitazione a Calatabiano.

Uccisa per un presunto debito di 10 euro. Sarebbe questo il movente dell’uccisione della pensionata stordita con un colpi di bottiglia alla testa e poi ferita alla gola con del vetro due giorni fa nella propria casa. La donna è morta dopo il ricovero nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stata trasportata con un elicottero del 118. A raccontare il movente è stato lo stesso presunto assassino, Paolo Cartelli, 36 anni, fermato ieri da carabinieri del comando provinciale di Catania, in collaborazione con militari dell’Arma dell’Anticrimine di Palermo e del capoluogo etneo e del Reparto crimini violenti del Ros e del Ris di Messina. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Michelangelo Patanè e dal sostituto Pasquale Pacifico.

omicidio calatabianoGli investigatori dopo i rilievi eseguiti sulla scena del crimine hanno ricostruito la dinamica del delitto. L’omicida, conoscendo la signora, era entrato nella sua abitazione e, chiusosi la porta alle spalle, aveva colpito alla testa la donna, che era seduta sul divano, con una bottiglia che si era frantumata. L’assassino, a questo punto, aveva sferrato alla gola il fendente mortale con il collo della bottiglia, sul quale aveva lasciato un’impronta digitale, e, dopo avere rovistato all’interno di una credenza, era fuggito dal retro della casa. Dalla visione di filmati di sorveglianza presenti nella zona e dall’analisi dei tabulati telefonici militari dell’Arma avevano stilato una lista di sospetti, includendo anche Cartelli. La certezza è arrivata dopo la segnalazione della mamma della donna che ha trovato casa abiti del figlio insanguinati e ha chiamato i carabinieri. Agli investigatori l’uomo ha fatto spontanee dichiarazioni ammettendo le sue colpe. Trasferito nella sede del comando provinciale dei carabinieri ha poi reso ampia confessione al Pm Pasquale Pacifico, spiegando di avere agito perché la 75enne “si era opposta di saldare nei suoi confronti un debito di 10 euro”.
improntaLa comparazione con l’impronta digitale trovata sulla bottiglia usata per uccidere la pensionata ha confermato ulteriormente le accuse nei suoi confronti. Cartelli è detenuto nel carcere di Catania, in stato di fermo, in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni.

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