O ki del Mondo, in Europa

O ki del Mondo, in Europa

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Del Mondo, dell’Europa, difficile farsi un’idea di come vanno le cose e di come andrà quindi la vita quotidiana di noi tutti che ci viviamo. Eppure dell’Italia, della Sicilia, che pur forse son più complesse, poichè in piccolo a volte pare rappresentino perfettamente l’insieme, e comunque insieme agli anni sin a questi giorni, un’idea della quotidianità che pur può modificarsi nel tempo è possibile averla. Tanto per ognuno, quanto per tutti; con tutto quel che comporta. Ad esempio aprendo alla scrittura, agli audio, i video, agli audiovideo e non meno insieme a quel che è possibile, all’arte iconografica, un’opinione di questi giorni dove la pace fa parecchio paura è possibile condividerla.

Poiché mentre nel Mondo si discute di guerra, in Italia di governo, in Europa di risorse, di crisi identitaria, d’immigrazione, di farmaci e sempre meno di persone, non meno accade negli stati, nelle regioni e nei paesi. Così frattanto che tutti dicono che stanno cercando qualcuno, e soluzioni, in realtà è sempre più evidente come nei film di Antonio de Curtìs o in qeulli di Franco e Ciccio dove è visibile la tecnica degli amici/nemici come nei due Deputati, da sempre più la sensazione non sempre inconscia e generalizzata che il tutto serva soltanto a mantenere tutto come è, sempre a scapito di altri, ovvero come in tal senso già scrisse Tommasi di Lampedusa nel libro il Gattopardo.

Tutto costruito scientemente affinché a distanza di tempo, nel tempo, sia sempre possibile dire che sia tutta opera loro, alla Stanlio e Ollio. Quindi bisognerebbe forse chiedersi il perché è così e non diversamente, seppur porsi delle domande può comportare il rischio di avere delle risposte che non sempre sono quelle che auspichiamo o tanto peggio può rappresentare problemi e nemicizie. Così nella nostra era, quella della tecnologia della guerra, dei servizi accessori, dove ci si ricerca il ruolo per differenza, forse in errore si dice che bisogna sbagliare per imparare, appaiono comprensibili i dubbi di Corina Cretu, della commissione Europea alla Politica regionale, riferendosi alla proposta avanzata il 2 maggio dall’esecutivo comunitario sul budget post 2020, che intervenendo durante la conferenza europea ‘State of The Union’, a Firenze tra l’altro ha detto “Considerato il buco sostanziale che sarà lasciato dalla Brexit” nelle casse dell’Unione, “credo sia giusto dire che la Commissione Ue è riuscita a proporre un bilancio serio e ambizioso”.

Tuttavia, in questi giorni sempre più incerti e sempre meno casuali, prosegue Cretu “ci sono ancora tante sfide che dobbiamo affrontare”, motivo per cui la prima cosa da fare è quindi “assicurare che nei prossimi anni la solidarietà rimanga al centro del nostro progetto politico, e la politica regionale è l’espressione più forte della solidarietà europea”.

Opinione a cui si aggiunge, da un capo all’altro dell’Italia, quella dell’europarlamentare La Via, che dopo essere intervenuto presso gli stabilimenti farmaceutici siciliani, in merito a quanto sta accadendo in Sicilia, tra le frontiere europee della coesione, ha detto “Ancora un atto intimidatorio a danno di un amministratore che ha svolto con impegno e trasparenza il proprio ruolo: esprimo massima solidarietà al giovane sindaco di Delia, Gianfilippo Bancheri a cui la notte scorsa è stata incendiata l’auto. Si tratta dell’ennesima vittima di un gesto su cui bisogna ancora fare luce, ma comunque inquietante, e che sa tanto di ‘avvertimento”, soprattutto se consideriamo che il comune dell’agrigentino si prepara al nuovo appuntamento con le urne. Mi auguro che dalle istituzioni arrivi un segnale forte di condanna verso un episodio probabilmente volto a ostruire il lavoro del primo cittadino della sua giunta e del consiglio per una realtà che ha beneficiato della politica del buonsenso e della legalità.”

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