Lotta al riciclaggio, azioni di contrasto sempre più internazionali

Lotta al riciclaggio, azioni di contrasto sempre più internazionali

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Si è svolto ieri il convegno organizzato da Banca d’Italia, Università, Commercialisti, Notai e Avvocati, con la partecipazione della Procura e della Guardia di Finanza, a Catania, e che di seguito con l’ausilio della comunicazione congiunta pubblichiamo. Nella lotta quotidiana in opposizione alla criminalità che si muove ad ampio spettro non solo fisicamente e con le armi, tra gli interventi durante il convegno il riferimento al metodo fondante utilizzato nel contrasto, quello ereditato da Giovanni Falcone: seguire i flussi di denaro per individuare l’attività criminale. È la regola principe dell’antiriciclaggio, seppur sono mutati i tempi, e nell’era dell’evoluzione tecnologica, dell’imprenditoria e del proliferarsi di norme legislative, il contrasto all’economia illegale è sempre più complesso, e chiama in causa numerose e diverse forze istituzionali. Una complessità “magmatica” che, a detta di tutti gli attori sociali coinvolti, ha un’unica soluzione operativa: la collaborazione. Il convegno, in tal senso, tenutosi nell’Auditorium del Monastero dei Benedettini di Catania è un esempio concreto: il titolo “Lotta al riciclaggio – Esperienze e prospettive” suggerisce l’ampiezza e la ricchezza della tematica, mentre l’entità significativa è confermata dagli organizzatori: Banca d’Italia, Università di Catania, e le categorie professionali dei Commercialisti, dei Notai e degli Avvocati. Presenti i rappresentanti della Procura, della Guardia di Finanza, della Prefettura.

«È un’iniziativa congiunta non per forma ma per esigenza, quella del confronto diretto e approfondito tra coloro che rappresentano i punti di presidio dell’articolato sistema dell’antiriciclaggio – ha dichiarato il direttore della filiale catanese della Banca d’Italia Gennaro Gigante, promotore capofila dell’evento – il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla disciplina normativa, e soprattutto la tutela della legalità, sono condizionati da un necessario lavoro coerente e univoco dei tanti soggetti preposti alla vigilanza». Un valore quello della sinergia, sottolineato da tutti i relatori chiamati a illustrare le evoluzioni legislative in materia, soprattutto alla luce della IV Direttiva europea. Tra le novità, il coinvolgimento sempre più determinante di coloro che il comandante provinciale della GdF di Catania gen. Antonio Quintavalle Cecere ha definito «le sentinelle del sistema dell’antiriciclaggio»: gli Ordini professionali.

«Noi professionisti siamo pienamente consapevoli della rilevanza del nostro ruolo di “sentinelle” nella lotta al riciclaggio – ha dichiarato il presidente dell’Ordine etneo dei Commercialisti Giorgio Sangiorgio – il nostro è un apporto convinto, che deve essere tuttavia agevolato in un’ottica di semplificazione. In un contesto di piccoli studi professionali, troppi aspetti formali ingolfano l’attività ordinaria, ostacolando di fatto il raggiungimento del vero obiettivo della normativa. Agiremo anche nel campo della formazione per garantire agli iscritti una chiara conoscenza delle procedure». «Nel rispetto della nostra funzione sociale – ha continuato il presidente del Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone Giuseppe Balestrazzi – è necessario porsi dubbi in caso di attività sospetta, così come ricevere un orientamento ben definito da parte del sistema giuridico. Occorre ad esempio un’attenzione più strutturata verso la movimentazione del denaro tramite le criptovalute o i bitcoin, un settore in continua crescita».

Ed è proprio nel mondo della moneta virtuale che si registrano le maggiori lacune normative, non per mancanza di attenzioni ma per l’enorme sommerso di ancora difficile tracciabilità. Un punto che è emerso dalla relazione del docente di Diritto Commerciale Concetto Costa; accanto a lui sono intervenuti: il capo servizio Analisi e Rapporti Istituzionali dell’Unità Informazione Finanziaria Anna Maria Antonietta Carriero; il vice capo servizio Tutela Clienti e Antiriciclaggio della Banca d’Italia Ida Mercanti; il responsabile Antiriciclaggio dell’Istituto sulla vigilanza per le assicurazioni Giovanni Francesco D’Ecclesiis; la docente di Diritto Penale Anna Maria Maugeri; e il consigliere Anac Ida Nicotra. Contributi autorevoli e incisivi sono stati anche quelli della tavola rotonda pomeridiana, incentrata sulle testimonianze, tutte pregnanti, di coloro che lavorano quotidianamente alla lotta al riciclaggio, e da cui è emerso nitidamente – con una forte attenzione del pubblico – lo stato dell’arte della battaglia contro la criminalità nel nostro territorio.

Moderati dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, sono intervenuti: il vicecomandante operativo del Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza col. Gianluca Filippi, il capo centro della DIA di Catania Renato Panvino, il sostituto procuratore Fabio Regolo, il notaio Marco Krogh, e i consiglieri nazionali Annalisa De Vivo e Carla Secchieri, rispettivamente dei Commercialisti e degli Avvocati. Sull’opportunità di individuare un metodo inter-istituzionale per il «rapporto tra economia ideale e reale», si è soffermato il presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò: «La problematica del riciclaggio – ha detto – non è un tema giuridico ristretto ma ha una dimensione collettiva, perché parliamo di un freno condizionante per lo sviluppo economico della società civile, soprattutto in una realtà come la nostra con gravi difficoltà occupazionali». «Il rapporto continuo con il cliente, nel rispetto delle regole deontologiche, è la misura con cui il professionista può valutare la presenza di operazioni sospette» ha aggiunto il presidente dell’Ordine etneo forense Maurizio Magnano di San Lio. Ecco perché l’approccio basato sul rischio diventa il maggiore strumento di tutela, la cui efficacia è dimostrata dal trend in crescita delle segnalazioni sospette: nel 2017 in Italia sono state circa 94mila. Gli operatori sono stati reattivi di fronte all’aumento della minaccia terroristica.

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