L’Europa apre al Mondo, e anche gli Stati Uniti ci pensano un...

L’Europa apre al Mondo, e anche gli Stati Uniti ci pensano un po’

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Durante la conferenza stampa che si è tenuta negli Stati Uniti d’America, il Premier Conte discutendo con Trump si è complimentato dicendo a tutti gli americani che hanno la fortuna di avere un grande Presidente che lotta per gli interessi dell’America e quindi direttamente e indirettamente di chi ci vive. Lì, ho pensato, complimenti. Ha ragione il Premier Conte. Trump cura gli interessi di chi rappresenta, e lo fa con ogni strumento a sua disposizione senza preoccuparsi di annullare patti o atti che non ritiene opportuni agli interessi statunitensi (lì in quei paesi in contropartita si è spesso denunciato tutto e tutti). D’altronde è così che ogni capo di governo forse si comporta o dovrebbe comportarsi, seppur la pace (che oggi giorno nel rancore generalizzato è forse la vera rivoluzione per superare schemi, strategie e aspettative) è sempre parola difficile oltre ai fatti, tenuto conto della diversità di ogni Stato e dell’opportunità del momento e delle situazioni. La visita del Premier Conte è quella che ha fatto seguito alla visita del Presidente della Commissione europea Juncker per discutere i dazi commerciali, che il Presidente americano ha imposto e sta imponendo a tutto il Mondo per riequilibrare la bilancia commerciale e finanziaria americana e rilanciare il ruolo di leadership nel Mondo.

In quel contesto il Premier italiano ha aggiunto un ulteriore riconoscimento internazionale, e l’Italia un ruolo supportato ulteriormente nel Mediterraneo. D’altronde l’America ha tanto di tutto, e rispetto alla propria popolazione ha e può già avere tanto per tutti. Gli altri Stati del Mondo seppur molti hanno tanto di tutto anche loro, attualmente non sono nelle stesse condizioni (vi è un gap temporale che, alle attuali regole globali, si può colmare a sua volta soltanto con l’innovazione più innovata). Si pensi all’Oriente e al Medio Oriente e all’Africa, interi seppur divisi, quindi alla Cina, alla Russia, al Brasile e l’India. Vi sono poi Stati nel Mondo che rispetto alla storia ultra millenaria, hanno manifestato la propria apertura al resto del Mondo soltanto nel passato recente. E tantissimi Stati, nella propria chiusura e nelle difficoltà hanno trovato la ragione e le ragioni per l’apertura nei confronti degli altri. E tanti altri Stati non sono nemmeno interessati né di avere tanto, né tanto meno di essere aperti a tutto e o tutti.

Così da questa regione Sicilia d’Italia, sempre più condivisa e di tutti e di nessuno, si può raccontare di una bellissima idea, di una grandissima terra abitata da Persone strane che d’insieme hanno affascinato. Nei film, nei libri e nella realtà si è raccontato sempre della vessazioni e dei torti che nei secoli abbiamo avuto e subito. E se la parte brutta del tutto appena descritta è in realtà ciò che accomuna tutti coloro nati in Sicilia ai restanti del Mondo, la bellezza e la tipicità di ogni persona e tutti è quella che insieme alla splendente diversità di tutto quel che vive il pianeta ci rende veramente umani. Così è mia opinione, con tutti i dubbi che una semplice Persona come me può avere, che in realtà se ci raccontiamo un sacco di storie è innanzitutto poiché nella debolezza individuale e collettiva di questi tempi siamo andati oltre la trappola del denaro: strumento, all’interno delle regole che reggono nell’insieme il sistema, necessario per vivere eppure non sufficiente.

È se l’opinione di oggi può essere mutevole, salda è l’idea di appartenenza al territorio e la condivisione con le Persone che lo vivono. Ed è possibile considerare l’Italia come l’insieme delle Regioni che oltre la carta diventa Stato e Popolo che acquisisce la cittadinanza, che nelle proprie leggi costituenti condivide insieme agli stranieri (poiché nati altrove, quindi noti); lo Stato che si rilancia in Europa diventando componente dell’Unione Europea, esempio di Diritto e di innovazione poiché riconosce ed equipara anche tutto il vivente a creato nel legame indissolubile per il sostentamento che per convenzione definiamo Lavoro. Eppure oggigiorno in questo stesso momento in cui queste parole vengono scritte e lette, è possibile dubitare, in relazione al Mondo. Poiché seppur è facile affermare che i tempi passano e non tornano più, penso sia sempre sempre importante considerare che quando fu inventata la Televisione era lo strumento che in paesi ricchi e poveri che erano univa persone ricche a quelle povere. Mentre oggi le schede telefoniche vengono distribuite anche da macchine che vedono e memorizzano tutto, e differentemente dalla tecnologia che utilizziamo, anche attraverso i cellulari ci allontaniamo più di quanto ci avvicinano.

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