In Europa si valuta la chiusura a Sud, l’Italia chiude aprendo in...

In Europa si valuta la chiusura a Sud, l’Italia chiude aprendo in riferimento all’attuale legge

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È notizia recente della circolare ministeriale inviata ai Prefetti, da parte del Ministero degli Interni, guidato da Salvini, per accelerare la verifica delle richieste d’ingresso in Italia e contemporaneamente la limitazione dei rilasci di tali permessi soltanto alle Persone effettivamente rientranti nei requisiti. Come se fin ad oggi, così non fosse stato (?). E mentre tra gli Stati di tutto il Mondo gli accordi conducono anche alla privazione della cittadinanza di talune persone altre, con la propria, forte dei propri numeri e del potenziale di sviluppo dello Stato di appartenenza, presidiano sempre più porzioni di spazio a volte in comunanza di affari e Lavoro anche con lo Stato in cui vivono ed altre meno. Con questo non è intenzione di questo giornale avviare discussioni in merito a politiche che possano essere considerate discriminanti o meno, quanto porre l’attenzione a considerare la possibilità che di più dovrebbe e potrebbe esser fatto per superare o comunque affrontare le barriere culturali che portano le Persone ad essere discriminanti nei confronti di altre Persone. Poiché bene è considerare quel che oggi è definibile come l’autodeterminazione di un Popolo, dei Popoli, o Stato e Stati ad esistere. Proprio come è altrettanto vero che non sempre il Mondo è stato diviso in Stati, mentre da quando esistono le Persone vi sono state Persone tra Persone. Eppure senza dialogo quel che resta è soltanto l’umanità o qualunque altra parola si voglia utilizzare per distinguere, identificare, accomunare, separare, qualificare, e qualunque altra parola che se si vuole dir o meno si voglia. Poiché se appare facile dire che il silenzio più delle menzogne è il segreto per unire chi divide, come anche l’oro per fomentare la rabbia tra i Popoli, diversamente dalle statistiche, in una visione che non esclude e che anzi include e non dovrebbe essere differente, è più difficile non dover considerare di preferire gli animali senza aggiungere che la continuità intesa come collettività si ha soprattutto e anche in tutte le sfaccettature insieme alle Persone.

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