Immigrazione: Regioni “avvisano” Ue ma governatori divisi

Immigrazione: Regioni “avvisano” Ue ma governatori divisi

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I governatori delle Regioni italiane, riuniti a Roma per discutere della legge di bilancio che minaccia di togliere loro risorse per la sanità, hanno finito per non trovare un punto d’accordo sul tema spinoso dell’accoglienza dei migranti. La Commissione speciale Immigrazione della Conferenza delle Regioni, che si era riunita ieri l’altro a Roma, aveva fatto sperare nel miracolo con l’approvazione, all’unanimità, di un documento che oggi però è stato rimesso in discussione da alcune Regioni. In particolare, i governatori di Liguria Giovanni Toti, della Lombardia Roberto Maroni e del Veneto Luca Zaia hanno chiesto e ottenuto che alcuni punti della carta di Genova, siglata tra loro il 12 settembre scorso, fossero inseriti nel documento all’esame delle Regioni. Altre Regioni hanno chiesto e ottenuto l’inserimento di punti che stanno loro a cuore. I governatori torneranno a parlare dell’argomento il prossimo 20 ottobre. “C’è molto dibattito tra i presidenti delle Regioni. Il documento di Genova prevede richieste chiare come la reintroduzione del reato di clandestinità, la creazione di centri di identificazione ed espulsione e molto altro ancora. Su alcuni punti non c’è alcuna convergenza” ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia. Per Giovanni Toti, “il Governo ha rimandato troppo il confronto con le Regioni sul tema dell’immigrazione; ricordo che Renzi tanto tempo fa disse che sarebbe andato in Europa a battere i pugni sul tavolo, poi non abbiamo più avuto notizie. Poichè gli sbarchi proseguono, è giunto il momento di un incontro”. Il presidente della Calabria, Mario Oliverio, ha sottolineato l’importanza della sintesi raggiunta ieri con il documento approvato all’unanimità dalla Commissione speciale Immigrazione, “un punto di forza per l’azione del Governo e per le Regioni”. “Nel documento unitario sono stati focalizzati alcuni punti per cui costruire rapporti ancora più forti tra governo centrale e territori” ha chiarito il governatore, esprimendo rammarico per il fatto che alcune Regioni abbiano “rimesso in discussione” il testo. Tra le priorità del documento, rafforzare alcuni servizi, l’accoglienza innanzitutto e insistere perchè l’Europa assuma una politica tesa a spalmare su tutto il territorio europeo i flussi e non lasciarli ai Paesi di primo arrivo, “noi siamo i più esposti” ha concluso Oliverio. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche e si fatto subito portavoce della richiesta di un incontro con Renzi. “E’ positivo che sia stato approvato un documento, attraverso il quale chiederò un incontro al presidente del Consiglio, per riaffrontare il tema dell’immigrazione, un tema complesso e cogente, su cui non vogliamo mancare – ha detto – auspichiamo anche noi che l’Europa assuma un atteggiamento diverso da quello avuto in questi anni. Infatti non possono alcuni Paesi pagare per la loro posizione geografica nel tentativo di non lasciare nessuno solo, salvare persone e dare giusta accoglienza a chi ne necessita. Diversi punti della Carta di Genova sono stati accolti come lo sono stati anche alcuni punti proposti da altre Regioni. Su alcune questioni i punti di vista sono differenti, ma aver raggiunto una prima condivisione è importante”.

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