Immigrazione, guardia costiera prende in custodia immigrati da nave inglese

Immigrazione, guardia costiera prende in custodia immigrati da nave inglese

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Il flusso migratorio è da sempre, in tutto il mondo, motivo di contrasti tra le persone e quindi i governi che trovano la propria ragion d’essere nel diritto: naturale, locale, nazionale, internazionale, quindi globale e via dicendo. Così in Italia in questi giorni che si discute dell’attuale situazione di stallo in cui si trova la formazione del governo, mentre oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo l’ultima tornata di consultazioni ha reso noto che non ci sono disponibilità dalle forze politiche e che quindi si potrebbe andare verso un governo che porti alle elezioni, assistiamo al proseguimento dei flussi migratori. E se al porto di Lampedusa sono in arrivo 44 migranti, di cui tra loro numerosi minori, soccorsi nel Canale di Sicilia che saranno condotti nell’hotspot dell’isola, si aspettava la decisione del governo inglese circa il trasbordo e per indicare il porto sicuro dove sbarcare le 105 persone soccorse ieri al largo della Libia.

La precisazione è della Guardia Costiera italiana, riferendosi all’operazione condotta dalla nave Astral di Proactiva e della nave Acquarius di Sos Mediterranee che hanno bandiera inglese. Nave Astral si è diretta nella giornata di ieri verso il gommone con a bordo i migranti, in seguito ad una chiamata satellitare arrivata alla centrale operativa della Guardia Costiera. La Ong, prosegue l’agenzia dell’Ansa, riferendosi a quanto diffuso dalla Guardia Costiera “sebbene informata dell’assunzione del coordinamento da parte delle autorità libiche, ha proceduto in autonomia al recupero dei migranti, ritenendo la situazione critica”. Una volta completato il soccorso, però, si rendeva necessario il trasbordo su un’altra unità più idonea a condurre i naufraghi in sicurezza. Così nave Acquarius, di Sos Mediterranee, che era già in zona, si è avvicinata all’area dove stava operando la Astral.

E mentre le navi inglesi erano in attesa delle indicazioni da parte dell’Inghilterra, la Guardia Costiera italiana ha autorizzato il trasferimento su nave Acquarius di Sos Mediterranee dei 105 migranti. A render noto il tutto, l’agenzia dell’Ansa riferendosi a quanto diffuso dalla stessa Guardia Costiera che ha precisato che la decisione è stata presa “in mancanza di indicazioni pervenute” dall’Inghilterra. “A tutela della salute e della sicurezza dei 105 migranti presenti a bordo, già provati dal salvataggio, e in considerazione anche dell’approssimarsi delle ore notturne“, afferma dunque il comando generale, è stato autorizzato il trasbordo su nave Aquarius, “unità di maggiori dimensioni, idonea ad accogliere in condizioni di sicurezza i naufraghi, nonché in grado di poter prestare agli stessi una adeguata assistenza sanitaria”.

Situazione che può superare l’attesa dell’indicazione del porto sicuro e che eppure rilancia numerosi aspetti e problematiche, che è stata recentemente anche oggetto di diatriba legale. Poiché se ad oggi il diritto per semplicità definibile internazionale della questione del chi e del perché debba decidere come e dove, rilancia soprattutto il come gestire e integrare quel che ad oggi può apparire non integrabile: l’immigrazione tra popoli e culture differenti, nel mondo che è complementare alle Persone. D’altronde oltre a migrare poiché in stato di guerra, lo si può fare perché si vuol conoscere la cultura oppure semplicemente un luogo differente o anche per ricercare qualità di vita differenti che già di per se non è facile.

Bisogna forse che i governi e quindi le persone, nel pensare all’immigrazione e a chi migra, si preoccupino di poter condividere il presente ed il futuro che non per forza obblighi a dover annullare il proprio passato. Dal momento che non è soltanto questione sociale o di gestione dell’immigrazione che tralascia la propensione presente al futuro, è forse, che probabilmente è molto più importante, garantire ad ogni paese e a tutte le persone che vi vivono la possibilità che sia l’opportunità di vivere.

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