Fondi Europei: l’Italia beneficia, eppure non valorizza bene

Fondi Europei: l’Italia beneficia, eppure non valorizza bene

0
immagine di repertorio by web

Italia, dove ci stai portando?

È una delle domande che ci si può porre, ad esempio dopo alcune risposte de L’Espresso, o da quanto reso noto e diffuso dall’Ansa: ovvero che l’Italia è sestultima nella Ue per utilizzo dei fondi strutturali europei pur essendo il secondo beneficiario in Europa con una quota del 37%. Già, l’Italia è soltanto al 23/o posto su 28 stati membri per tasso d’impegno e quindi accessibilità diffusa ai finanziamenti in progetti già selezionati. L’Italia prende posizione, non prendendo posizione; un vizio della molteplice italianità, che piuttosto che essere paciera si ritaglia il proprio ruolo nella discordia; come dire che seppur i fondi sono di tutti, non sono per tutti, e invece bisognerebbe fare di più affinché siano per tutti. Fa meglio, ad esempio la Polonia (40%), di gran lunga il primo beneficiario europeo, mentre dietro l’Italia si trovano Spagna (24%) e Romania (26%), rispettivamente terzo e quarto maggiori beneficiari.

Prosegue l’Agenzia Ansa (qui la seconda parte del comunicato), i dati sono aggiornati a fine ottobre, e sono stati rivelati oggi in occasione della pubblicazione dalla prima relazione della Commissione Ue sull’uso dei 5 fondi strutturali europei (Fondo agricolo per lo sviluppo rurale, per la coesione, per lo sviluppo regionale, per la pesca e fondo sociale). Per l’Italia, che nel settennato 2014-2020 può contare su 73,67 mld (42,67 provenienti dal bilancio Ue), il 37% dei fondi impegnati equivalgono a 27,103 mld di euro, ma solo 2,45 mld di questi (3% del totale) sono già stati spesi.

NESSUM COMMENTO

Rispondi