Delle Api, della cultura individuale e del Mondo

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    Tra gli esempi naturali di specie che vivono nel proprio ecosistema, tra le bellezze della Natura, dove non gelano e forse anche lì vi sono le Api oltre che i Fuchi. Seppur è difficile riconoscerne i ruoli, loro sanno sempre perfettamente quel che devono fare, e lo fanno. In maniera perfetta. A volte restando nel proprio alveare, allontanandosi di pochi chilometri per il proprio lavoro per poi ritornare dove più gli aggrada fin quando cosi è. Poiché altre volte, avviene la sciamatura (ovvero dall’inizio, formano altre famiglie in quel che poi forse è ed è stata una grandissima famiglia; altre volte, eppure è un caso differente, sostituiscono la regina). È stato spesso detto che le Api, rappresentano la base di quel che è vivente nel nostro pianeta o quasi così. E pur nell’incertezza della terminologia, che è propria degli specialisti dell’ambito, è possibile affermare che loro come tante altre specie vivono perfettamente, senza il bisogno dell’intervento umano in quel che poi se del caso può essere anche definito come Apicoltura.

    In ogni parte del Mondo, anche le Api (e i Fuchi), realizzano il proprio Mondo; lì e ovunque, l’Apicoltura, contribuisce al Mondo e all’umanità. Eppure come è vero che le Api possono fare a meno dell’Umanità, non appare vero il contrario. Prima quando i frutti avevano i segni del passaggio degli insetti, seppur non sempre, si era soliti dire che erano buoni (che poi se era solo per vendere la produzione, è cosa differente). Oggi, spesso e volentieri, si preferiscono i frutti lavorati e lucidati ad esempio dalla cera. Seppur così è ed è stato, tutt’ora, l’umanità irrefrenabilmente non riesce a non contribuire a creare complicanze anche alla serena vita di questa specie. Seppur essenziale alla propria sopravvivenza. Negli ultimi anni in tal senso si è molto discusso, di disastri ambientali attraverso pesticidi che rovinano o inquinano le colture, o della conduzione di Api straniere in altri territori in reciproci scambi dove alla fine ‘vince’ se così’ si può dire, la specie che ha più ‘cultura’ ovvero quella che meglio riesce ad adattarsi in condizioni naturali e sistematiche differenti o avverse.

    L’umanità, sempre in copia alla Natura, ha preso spunto anche da questo meccanismo naturale e anche e di più ha costruito intorno il proprio ecosistema: dall’Agricoltura, all’Industria, ai Servizi; al mondo Online; dalle Banche, al Lavoro, passando per le Assicurazioni: credito, commercio, veicoli, case, vita, lavoro, ecc, (temi di cui ci siamo occupati moltissimi anni fa, che poi non abbiamo approfondito e forse anche pubblicato poiché differentemente dalla Natura lì si va nell’ambito della Cultura, abbiamo ritenuto più importante che tale argomento venisse approcciato dalle aggregazioni, dai professionisti, piuttosto che da poche persone che nella difficoltà della semplificazione poi potessero essere prese a riferimento: giusto o sbagliato che possa essere definibile, dalla cultura maggioritaria). E mentre della produzione delle Api che pur è necessaria per il proprio sostentamento, ove non sostituita con la chimica ve ne è bisogno in tutto il Mondo, l’umanità copia, ruba e commette tutto quanto quel che gli appare giusto, nell’esiguità della propria quotidianità, nell’impudenza di dimenticare la propria continuità, mai che nel copiare generale, si copiasse anche l’atteggiamento di ruolo nell’insieme naturale. Non meno dell’ottimismo e dell’intraprendenza collettiva e costruttiva delle Api, oggi giorno ve ne sarebbe forse proprio bisogno.

    Poiché ad esempio diversamente dalla compiacenza, chissà se si sono mai viste delle Api litigare tra loro, differentemente dalla quotidianità a cui è facile assistere.

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