Decreto Dignità, Di Maio, potrebbe essere richiesto il voto di fiducia

Decreto Dignità, Di Maio, potrebbe essere richiesto il voto di fiducia

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Fonte sito internet Camera

Non si fa a tempo a trattare un argomento che la velocità di quel che avviene, di fatti e atti e coincidenze e non che si susseguono, che è sempre più difficile mantenere la quotidianità delle pubblicazioni e nel frattempo proporre prospettive di quanto avviene. Sarà forse la stessa cosa che, per motivi differenti, avviene nelle pubbliche amministrazioni e più in generale nello Stato e negli Stati, negli organismi di rappresentanza internazionale e tra tutti i soggetti coinvolti. Così come appare difficile il relazionarsi tra chi a tutti i livelli rappresenta lo Stato, con chi lo Stato oltre nell’insieme a comporlo lo determina pure: ovvero la collettività. E mentre oggi il Premier Conte è in America, nel susseguirsi di iniziative in Parlamento come l’apertura sull’acqua pubblica (che pur il referendum, non è pubblica), in questo momento si sta discutendo il già modificato Decreto Dignità (che specifica il ministro Di Maio, non contiene nessun indirizzamento politico). E più che risposte, sempre oggi, nell’apprendere che dopo gli incontri aperti riguardanti anche l’acciaieria dell’Ilva, nel vivere in Italia condividiamo i quesiti che ci si può porre come non tanto del perché per le votazioni del suddetto Decreto si potrebbe ricorrere alla votazione di Fiducia così in fretta che può lasciar pensare. Mentre del come mai si vuol recriminare ai Parlamentari il fatto di aver presentato centinaia di emendamenti dopo aver espulso dal Movimento chi in Parlamento non era presente a svolgere il proprio ruolo. Nella sconosciuta Assemblea Regionale Siciliana vi sono stati giorni dove gli emendamenti presentati, i decreti e le leggi approvate erano motivo di orgoglio e di vanto condiviso. E così è stato anche al parlamento nazionale, e in quello europeo. Così francamente appare sempre più vera l’idea diffusa che magari riprenderemo, secondo cui tutto può modificarsi e anche no. E collettivamente scrivendo, non è per niente una bella sensazione.

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