Buona notizia per i Sindacati, in Italia anche il reddito è differente

Buona notizia per i Sindacati, in Italia anche il reddito è differente

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Il lavoro in Italia si dimostra anno dopo anno abbastanza controverso. E mentre si discute delle modifiche apportate e da apportare alla tipologia di contratti di lavoro, e delle norme per chi il lavoro non lo ha, della riduzione delle tasse o del reddito di cittadinanza piuttosto che del reddito d’inclusione, le notizie di alcuni giorni fa e riguardanti la situazione dei salari e dell’occupazione mostrano segnali più o meno noti e continuativi rispetto agli anni precedenti. Differentemente dal resto d’Europa dove in certi stati si raggiungono tassi di disoccupazione pari all’uno per cento, con salari netti che possono superare duemila euro, nel Nord dell’Italia le buste paga sono mediamente più elevate rispetto al Sud dove via via che si giunge tale valore diminuisce pur non sempre in maniera uniforme. La stessa tendenza, eppure differente negli anni, riguarda l’occupazione delle Persone giovanissime (ovvero con meno di vent’anni) e meno giovani (dai quarantacinque anni a salire). L’apertura dei concorsi pubblici, statali, regionali e di tutti gli enti collegati, contribuisce e contribuirà all’occupazione presente e futura, seppur resta in tutta Italia ed in particolare al Sud il crescente numero di persone che non studia e non lavora regolarmente. In Sicilia anche l’ambito che riguarda i concorsi pubblici potrebbe avere delle modifiche rispetto alle altre regioni e all’occupazione statale, poiché è attuale la decisione del governo, in occasione del Consiglio dei Ministri, di bloccare alcune norme della finanziaria regionale collegate a prepensionamenti, assunzioni, stabilizzazioni, premialità, contributi, concorsi.

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