All’Ars accordo per le risorse, in Parlamento meno per il governo

All’Ars accordo per le risorse, in Parlamento meno per il governo

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Si dirà bene della finanziaria che è stata approvata domenica, del confronto all’Ars tra le componenti partitiche e i movimenti; delle risorse e dell’operatività che ne consegue, come dell’istituzione delle commissioni speciali. Oggi 1 maggio, in tutta Italia si festeggia la festa del Lavoro o dei Lavoratori. E mentre tutti, nel festeggiare questa giornata onoriamo quel che è e rappresenta per ognuno, in Italia (in Sicilia) che è dove festeggiamo ci si trova ancora adesso senza il governo uscito dalle precedenti elezioni, poiché alcun partito o movimento politico ha raggiunto il quorum elettorale per poter governare senza il percorso delle consultazioni. Nell’articolo numero uno della Costituzione è sancito “L’Italia e` una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità` appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Certamente non è necessario scriverlo, poiché oltre ad essere noto è nota a tutti la responsabilità a cui si richiama; eppure è proprio nell’essere persone, che l’articolo primo diventa importante e quindi anche adesso citarlo. Poiché il Lavoro, con la possibilità di essere in errore, si realizza e si sviluppa insieme alle Persone e insieme nel tutto si diventa Cittadini, per ciò che la legge istituisce e per quanto può essere legiferato.

Quindi nella consapevolezza che tutti sanno di più, umilmente, pensando che sia altrettanto veritiero che la differenza e la diversità arricchiscono la collettività, d’insieme potrebbe apparire plausibile chiedersi, senza immaginare una risposta, andando oltre i tecnicismi della gestione del tempo come mai non si sia ‘semplicemente’ costituito un governo che esprima il risultato elettorale così come è. Forse il tempo serve, per condividere l’idea e le possibili varianze di idee e programmi tra tutti. Chissà. Viviamo giorni strani, regolati, contrapposti e così equilibrati frattanto che la parola e le parole si superano, si sbagliano, si confondono; i giorni di prima diventano un sentito dire. Eppure possiamo forse considerare ancora veritiera l’idea che il dialogo è comune e, seppur equivocato o equivocabile, grandiosità della collettività.

Così quest’oggi un augurio di buona giornata a coloro che hanno un Lavoro; a quanti non lo hanno e lo stanno cercando oppure stanno lavorando in maniera non retribuita o lecita; a quanti hanno lavorato e adesso sono in pensione vivendo esperienza con la collettività; alle Madri e casalinghe – oltre tutto, nella ‘gestione dell’insieme come già da tanti auspicato, madre-casalinga, potrebbe essere equiparato ad un lavoro statale; a chi nel non fare niente sta contribuendo affinché vi possa essere dell’altro; a quanti pensano sia possibile modificare o cambiare la propria opinione.

Comunque buona giornata quindi, e sempre buon Lavoro.

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