Agrumi: dal pastazzo si produce energia. Progetto pilota a Catania

Agrumi: dal pastazzo si produce energia. Progetto pilota a Catania

Il progetto pilota ‘Energia dagli Agrumi’, sviluppato dal Distretto Agrumi di Sicilia in collaborazione col ‘Di3A’ e la cooperativa ‘Empedocle’, e finanziato da The Coca-Cola Foundation, ha individuato un metodo per convertire gli scarti da agrumi in energia pulita

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Si chiama ‘Energia dagli agrumi’, ed è il progetto pilota sviluppato dal Distretto Agrumi di Sicilia, coadiuvato dal Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania e dalla cooperativa ‘Empedocle’, che ha l’obiettivo di convertire il cosiddetto ‘pastazzo’ – il materiale di scarto derivante dal processo di trasformazione degli agrumi – da rifiuto (costi) ad energia pulita (risorsa).
Attualmente, infatti, solo una minima parte di questi scarti viene riutilizzata come ammendante in agricoltura e,in quantità impercettibili, come mangime per animali, additivo per alimentazione umana e compost, mentre la maggior parte viene trattata come materiale di rifiuto che genera costi elevati per lo smaltimento – si consideri un costo complessivo di circa 10 milioni di euro per le 340mila tonnellate di pastazzo mediamente prodotte ogni anno.
L’impianto pilota, in funzione presso l’Azienda agricola sperimentale dell’Ateneo, trasforma tali scarti in risorsa utile per la produzione di energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.
L’iniziativa si è guadagnata l’interesse da parte di The Coca-Cola Foundation, che ha prestato il proprio sostegno attraverso un finanziamento non condizionato.

La presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Federica Argentati, evidenzia come da tale progetto possano scaturire molteplici vantaggi: “Questo è un progetto che ha molteplici risvolti positivi: il primo è quello di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa. Secondo: ha favorito il dialogo tra pubblico e privato, e le aziende della filiera. Terzo: questo progetto ha dato valore all’innovazione di sistema proposta dal Distretto degli Agrumi e sostenuta con passione da The Coca-Cola Foundation: una vera carica di energia positiva necessaria al cambio di rotta di tutto il comparto”.
“Il progetto – ha inoltre spiegato il professor Biagio Pecorino, docente di Economia ed Estimo Rurale – consente di sviluppare i principi della Bioeconomia nella filiera agrumicola siciliana, con la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti mediante la digestione anaerobica che attiva un percorso virtuoso trasformando il ‘pastazzo’ in risorsa utile per produrre energia elettrica, termica, chimica (biometano) e nutrienti per il terreno”. E a questa dichiarazione fanno eco le parole del presidente della cooperativa Empedocle, Beno Biundo: “In natura, in agricoltura, nelle produzioni agroalimentari, il rifiuto non esiste. Tutto può essere rimesso in circolo e diventare fonte di reddito. Non ci possiamo più permettere il lusso di rifiutare i doni di Madre Natura”.
Infine, ha parlato di “un’opportunità innanzitutto per la Regione Siciliana, che può diventare un modello virtuoso per l’intero territorio italiano” il direttore comunicazione e relazioni istituzionali di Coca-Cola Italia, Vittorio Cino, il quale ha aggiunto: “Siamo sicuri che dopo questa fase di startup il progetto potrà continuare il proprio percorso in modo autonomo: primo per la qualità oggettiva della realizzazione industriale; secondo perché nasce da una richiesta e da un bisogno del territorio e del mondo produttivo. Ci hanno chiesto, e lo abbiamo fatto, di finanziare questo progetto che adesso è diventato un impianto pilota”. “Lo sviluppo dell’agricoltura – ha poi proseguito lo stesso Cino –  è legato a produzione di qualità, sostenibilità e sviluppo, e questo progetto è anche un buon esempio di partnership tra territorio locale e una multinazionale come la nostra”.

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