Abusivismo, ventuno condanne a Palermo

Abusivismo, ventuno condanne a Palermo

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immagine di repertorio by web

La terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Marina Petruzzella, ha condannato 21 imputati tra imprenditori, dirigenti e tecnici comunali accusati a vario titolo di lottizzazione abusiva, violazione delle norme ambientali e abuso d’ufficio. I giudici hanno anche disposto la confisca dei terreni e dei manufatti abusivi. Il processo nasce da un’indagine su una lottizzazione in via Miseno, nel borgo marinaro di Mondello. Sotto inchiesta sono finiti l’ex tecnico comunale M. Li Castri e G. Monteleone, funzionario all’Edilizia privata. Entrambi condannati a due anni. Le case da loro acquistate in fase di costruzione dal proprietario del terreno, anche lui indagato, sarebbero state edificate in violazione delle norme a tutela delle zone vincolate: invece di aspettare l’approvazione del Piano particolareggiato da parte del Consiglio comunale, avrebbero scelto la strada più breve del Piano planovolumetrico. I proprietari delle abitazioni hanno sostenuto la tesi difensiva dell'”acquirente in buona fede”: avrebbero comprato le villette ignorando l’iter seguito per la lottizzazione. Il giudice ha condannato a due anni anche il costruttore che realizzò le case, P. Tagliareni; il progettista delle villette, G. Tagliareni; il notaio S. Di Gati. Un anno e otto mesi (pena sospesa) per Loredana Maria Velardi e Paola Avellone; un anno e tre mesi (pena sospesa) per A. Corso, C. Fabozzi, M. Vittoria Mirazzita, G. Magnanimi, M. Concetta Fontana, C. Magnanimi, F. Vullo, M. e A. Perna, C. Ravalli, S. Di Piazza; tre anni per G. Orantelli, S. Lupo e L. Accordino, responsabile del settore edilizia privata. Le indagini sono scattate dopo un controllo dei vigili urbani. Il Comune, prosegue l’Agenzia ANSA, era parte civile nel processo, assieme all’associazione Codici Onlus. Il giudice ha assegnato al Comune una provvisionale di 500 mila euro.

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